TRADIZIONI
La storia dei campanari
ha inizio con la costruzione della chiesa di
Santa Margherita, risalente al 1792.
Durante la prima guerra mondiale, le truppe tedesche
presero le campane per fonderle e ricavarne
cannoni da guerra. Grazie alla volontà
dei sappadini, nel 1920 vengono montate
altre campane che tornano a far parte della vita del
paese, infatti i giovani formavano gruppi di campanari
che spesso erano in competizione tra loro. Il campanile
ha mantenuto la sua struttura nel corso degli anni;
si ha accesso dall'altare, salendo una lunga e ripida
scala si arriva all'orologio e quindi alla cupola dove
si trovano le campane. Si incontra la campana grande
e la campana media e, più in alto, la piccola,
affiancata da una campana per gli incendi, che con il
suo suono acuto annunciava il pericolo a tutto il paese.
I tipi di suonate sono due: la prima è a festa,
allegra, suonata durante le festività o solennità,
mentre la seconda, più mesta suonata più
che altro durante i funerali o commemorazioni. Ancora
oggi un gruppo di ragazzi (Plodar Klocken Laitar)
allietano le feste religiose col suono delle
campane di Santa Margherita, le stesse campane che salutano
l’arrivo dei pellegrini da Luggau, la nascita
di un bambino ma anche la morte di un compaesano.
Quando una coppia si sposa, i giovani del paese festeggiano
l’avvenimento la sera prima, sparando dei botti
col carburo in onore della sposa che
poi è ben felice di offrire la merenda; il giorno
del matrimonio poi, gli sposi attraversano il paese
dopo la cerimonia e incontrano delle stanghe
che inscenano la loro vita e il loro lavoro,
e tutto il corteo degli invitati dovrà lasciare
un piccolo pegno se vuole proseguire.
Ogni anno la classe dei coscritti
si riunisce e le ragazze adornano un cappello
con fiori colorati, cappello che poi viene indossato
dai ragazzi nel corso dell’anno in occasione di
processioni religiose, dove sostengono a spalla il Santo
o la Madonna. Sempre durante l’anno, la classe
dei coscritti si ritrova per festeggiare la loro maggiore
età.
La sera del 5 dicembre, arriva San Nicolò…
Viene ripresa in questa occasione la storia di San Nicola
di Bari che fu nominato patrono di Bari, e la basilica
che porta il suo nome è tuttora meta di molti
pellegrinaggi. San Nicola è il leggendario Santa
Claus dei paesi anglosassoni, e il Nikolaus della Germania
che a Natale porta i doni a bambini, patrono di ragazzi
e scolari, bambini, farmacisti, mercanti, naviganti,
pescatori… il suo nome significa dal greco: vincitore
del popolo. A Sappada, il personaggio arriva su una
carrozza, attorniato da angioletti e diavoli che rincorrono
i bambini più cattivi… e per i più
piccoli (e più buoni), un sacco di caramelle,
frutta secca, mandarini…
La mattina del primo dell’anno,
i bambini vanno dai genitori e dai parenti o vicini
più stretti e recitano “Bintschelighis
Nais Johr”
per augurare un anno propizio e guadagnare qualche
caramella o soldino…
BINTSCHELIGIS NAJS JOHR ,
S’OLTE IS GOOR UNT S’NAJE IS DO .
A VRISCHIS UNT A GESUNTS
LEBM UNT OLBM GEARN GEBM.
AN KUCHL VOLLA KINDER,
AN SCHTOOL VOLLA RINDER,
AN PAITL VOLLA GELT,
…LUSCHTICH IS DE BELT!!!