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Testo di Alberto Peratoner
...Il villaggio sembra finito quando, superato o girato
un poggio o varcato un valloncello, spunta un'altra
borgata colle sue case simili nell'insieme alle precedenti,
ma sempre diverse nei particolari, colle sue rastrelliere,
co' suoi capitelli, colle sue cappellette, colle sue
fontane d'acqua cristallina e freschissima.
(A. Frova, Sappada, 1907, in: «Cadore»,
II, 1908).
La principale caratteristica
dell'insediamento di Sappada consiste nell'addensamento
delle abitazioni in 15 nuclei o borgate (héivilan),
disposte in una sequenza pressoché regolare lungo
il versante soleggiato della vallata e corrispondenti
ai gruppi familiari che colonizzarono la conca a partire,
presumibilmente, dal IX o X secolo (un documento del
1296 accenna ad un fitto corrisposto "dai tempi
antichi" dalla comunità).
Ancor oggi Sappada / Plodn conserva evidenti tracce
delle sue origini, quale prezioso esempio di isola linguistica
germanofona, caratterizzata dalla sopravvivenza di un
particolare dialetto costituito, al fondo, da una sacca
fossile del tedesco medievale, il cui arresto evolutivo
rispetto al parallelo sviluppo della lingua tedesca
sarebbe databile al XIII secolo.
Insieme all'identità linguistica sussiste una
marcata identità architettonica della comunità
sappadina, caratterizzata da strutture realizzate mediante
incastro di travature orizzontali su un basamento in
muratura, organizzate, per le abitazioni, in tipologie
modulari che, alla presenza costante di un corridoio
passante, accostano due (ad un lato) o quattro (due
per lato) vani, su due (raramente tre) piani, con frequenti
espansioni laterali successive.
All'abitazione (Haus) si accompagna la stalla-fienile
(Štol), con spazi appositi per il ricovero degli
animali (porzione del basamento) e per la conservazione
del fieno (vano superiore), nonché per l'essiccazione
dei cereali (ballatoi esterni).
Le singole entità architettoniche si raccolgono
in piccoli agglomerati dando forma alle unità
urbanistiche delle borgate, intorno ad elementi di riferimento
e convergenza comunitaria quali cappelline (màindlan),
crocifissi (khràizen) e fontane (trégher).
La realizzazione, nel 1922, di una nuova strada, parallela
all'antica, poco più a valle e dal tracciato
più lineare, con l'offrire una viabilità
più comoda e nuove opportunità allo sviluppo
urbanistico, contribuì a salvaguardare indirettamente
l'identità e il patrimonio architettonico delle
antiche borgate.
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